Piano diagnostico di Villa Sola Busca


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Presentato in conferenza stampa lunedì 23 maggio 2022 lo stato di avanzamento del progetto di restauro e risanamento di Villa Sola Busca.

Si tratta di un bene importante da restituire alla città per la sua centralità nel territorio della Martesana tra gli obiettivi strategici dell’Amministrazione comunale essendo inserito nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2021-2023 con un finanziamento di 1.300.000,00 €.

Il primo lotto di quest’opera esclude quello che è conosciuto come ex maglificio Vergani, che sarà oggetto di un secondo lotto, e la torretta che richiederà confronti ulteriori in tema di vincoli e accessibilità, per concentrarsi sull’edificio che in passato ha ospitato l’Istituto Professionale Olivetti.

«Intervenire nel cuore della città con un progetto di questa natura significa ridare alla comunità la storia di Gorgonzola – ha dichiarato Mario Balconi, assessore con delega alla valorizzazione del patrimonio immobiliare. – Si tratta di un’importante ristrutturazione pubblica che va a collegarsi alla biblioteca ridando uno spazio enorme alla cultura gorgonzolese e mi auguro invogli i privati a ridare vivibilità a questo scorcio unico lungo il naviglio Martesana».

«Si tratta di un processo lungo e complesso per tempi tecnici e confronti con enti a noi superiori – ha spiegato il sindaco Angelo Stucchi con un lavoro non sempre evidente che è iniziato nel 2017. A novembre di quell'anno avevamo indetto un concorso di idee per la riqualificazione conservativa e funzionale di Ca' Busca a cui si è affiancata, nel 2018, la pubblicazione di una documentazione storica (n.d.r.  "Villa Serbelloni - Busca e il suo giardino a Gorgonzola” di Marco Cavenago e Alberto Guzzi) che permettesse di far conoscere il valore di questo bene».

Con l’affidamento della fase progettuale allo studio professionale esterno AD Progetti Srl sono state eseguite le attività preliminari di studio di fattibilità prima e del piano diagnostico poi che ha ottenuto in poco più di un mese un parere favorevole immediato senza prescrizioni da parte della Sovrintendenza.

«Questo piano diagnostico è una struttura importante – ha spiegato l’Ing. Agazio Montirosso, Responsabile del Settore 7 - Lavori pubblici, infrastrutture e patrimonio – perché consente di determinare su un bene vincolato, che è oggetto di restauro e risanamento conservativo, una serie di indagini di carattere strutturale e materico che permettono di affrontare al meglio la progettazione definitiva ed esecutiva».

La serie di analisi, indagini, prove e rilievi permetterà infatti di conoscere le caratteristiche dei materiali costruttivi come legnami, acciai e fondamenta traducendosi in una progettualità di recupero di qualità.
In questa fase è stato fatto un  rilievo specialistico che ha combinato la tecnologia laser-scanner all'utilizzo di droni che ha permesso di restituire lo stato dell'immobile in un modello tridimensionale che raccoglie la complessità dell'edificio storico in tutte le sue sfaccettature, fondamentale per il lavoro futuro ma anche per una consapevolezza del valore del luogo conservandone memoria ante opera.

«È stata presentata una primissima bozza di destinazione d’uso di questi spazi – ha proseguito Montirosso – dove il progettista propone soluzioni di utilizzo coerenti con il progetto di fattibilità e le esigenze di utilizzo espresse dalle linee guida date dall'Amministrazione comunale legate alla biblioteca come terzo luogo, dove ci si può incontrare, sperimentare e ispirarsi».

  • Al piano terra: spazi espositivi, sala lettura, archivio ed elementi di servizio, attività di ritorno come caffetteria o similari.
     
  • Al primo piano: spazi per attività collettive come sale conferenze, spazi multifunzionali, foresteria e spazi laboratoriali con pertinenze di servizio.

«Queste le ipotesi ispirate dalle linee guida che si rifanno al modello di successo delle biblioteche del nord Europa – ha spiegato Stucchi. – Si vogliono soddisfare le richieste di spazio per iniziative legate ai giovani ma anche finalmente avere una zona da dedicare all'informazione e alla promozione turistica del territorio».

«Oggi a Gorgonzola – ha sottolineato il primo cittadino – non abbiamo un infopoint, un posto dove poter indirizzare chi viene a visitarci per trovare una serie di informazioni sulla nostra città e poter raccogliere i documenti e i volumi che sono stati prodotti».

Si è pensato infine di inserire uno spazio di redditività per rendere l'opera economicamente sostenibile, in manutenzioni e nell’erogazione di servizi, fin dalla progettazione e di dotare Ca’ Busca della tecnologia che ne permetta un'autonomia gestionale a favore di una più ampia fruizione da parte della città.

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