Celebrazioni 25 aprile 2021


VIDEO DEL DISCORSO DEL SINDACO PRESSO LA SALA CONSILIARE: https://www.youtube.com/watch?v=wDtz1ZCMV_U
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“Non mi sottrarrò a questa vita, continuerò ad agire e a sviluppare tutti i doni che ho in me, se li ho"
 

Anche quest’anno il nostro è un 25 aprile che limita l’emozione, il contatto fisico e impedisce al calore umano di manifestarsi nell’incontro.

È un 25 aprile più vero quello che stiamo vivendo, perché ci ricorda il dovere di essere uniti di fronte alla dura prova che l’epidemia da Sars-CoV-2 ha portato nel nostro Paese, nella nostra città e di cui facciamo fatica a liberarci.

Ormai è chiaro per tutti, che quanto stiamo vivendo si ripercuoterà pesantemente sull’economia e su tutti gli aspetti fondamentali della società, minerà la tranquillità del presente e del prossimo futuro di ognuno di noi. Da tanto tempo non pensiamo più in grande, ci ripieghiamo sempre più su noi stessi, impauriti, sfiniti, senza più desideri se non quello di ritornare come prima. Si può vivere così, con questi sentimenti che ci attraversano profondamente?

In questa situazione di incertezza, sgomento, paura per le nostre vite e timore del futuro, riprendiamo in mano il valore del sacrificio di chi 76 anni fa si è alzato e ha lottato per dare agli italiani democrazia e libertà.
Quel 25 aprile 1945 fu l’epilogo di una vera rivoluzione del popolo italiano. Una rivoluzione per abbattere la dittatura e per riconquistare la libertà ma, anche e soprattutto, una rivoluzione per creare una nuova Italia. Quel 25 aprile aprì la strada a un cambiamento radicale, che ha mutato profondamente il nostro Paese.
Nessuno si sentì escluso, fu una rivoluzione di popolo.

Se oggi, per pochi secondi, tutti noi superassimo con la mente le barriere che i protocolli sanitari impongono per fare memoria delle ultime celebrazioni, scorgeremmo piazze luminose, soleggiate, rivedremo il grande cielo azzurro con le voci che intonano “Bella Ciao” che hanno accompagnato molte delle nostre Feste della Liberazione.

“Una mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor”: inizia con queste parole “Bella ciao”.
Il nemico si manifesta all’alba, avanzando subdolo nella notte mentre tutti dormono, approfittando del momento in cui l’uomo è impreparato e indifeso.
Anche il nostro è nemico invisibile che non distingue tra popoli, generazioni, che non fa sconti a nessuno. Un nemico che ci trova disarmanti e impreparati.

Il male, nel passato come nel presente, qualunque forma abbia – la canna di un fucile o il genoma del virus – il male, agisce sempre nello stesso modo: quando in noi cresce forte il sentimento dell’indifferenza e dell’apatia.

È ciò che stiamo vivendo in queste settimane: nell’indifferenza verso l’altro quando rinunciamo ad assumere protezioni o atteggiamenti che limitano il contagio, indifferenza verso chi chiede aiuto perché stremato da un lungo periodo di assenza di lavoro, nell’apatia per un futuro da costruire che deve essere diverso rispetto a questo presente.

“Non mi sottrarrò a questa vita, continuerò ad agire e a sviluppare tutti i doni che ho in me, se li ho”, scriveva nel suo Diario Etty Hillesum.

Ci è chiesto vigore, questa responsabilità, senso del dovere, ci è chiesta ricerca di ideali, non indifferenza e apatia.
Questo deve essere il nostro 25 aprile, simbolo della nostra assunzione di responsabilità, del nostro desiderio di spenderci per assicurare una pagina nuova e bella per l’Italia e per la nostra Città.

Ci è chiesto di cambiare questa situazione in un’occasione per correggere gli errori del passato, per ripensare un modello di sviluppo che troppo spesso ha dimenticato l’essenziale, la qualità delle relazioni umane, la solidarietà.

I partigiani nella ricerca della libertà, della giustizia e della democrazia, si alzarono e si incamminarono sui sentieri della Resistenza, verso un futuro dove potersi sentire come sorelle e fratelli di un’unica grande famiglia. Anche nei loro cuori, come oggi nei nostri, c’era paura, sgomento, ansia, fragilità, ma diedero se stessi, attraversarono il male per trovare la libertà e per offrirla a un Paese intero.
Questo cammino, la Lotta di Liberazione, ci ha insegnato che bisogna resistere, lottare, vincere uniti, superare le differenze per costruire un mondo migliore.

Qualunque forma abbia oggi il male, anche quella di un virus o dell’indifferenza e dell’apatia, qualunque sia il mondo che ci aspetta, oggi tocca a noi mobilitarci per progettare il futuro con responsabilità e con senso del dovere, perché ogni giorno è il giorno giusto per esercitare la corresponsabilità che ci fa umani.

I partigiani ci hanno insegnato che non bisogna arrendersi, chiudersi in casa e lasciar fare ad altri. Donne e uomini, che hanno lottato e dato le loro vite per la libertà, per un mondo migliore.
A queste donne e uomini va la gratitudine e la riconoscenza della Città di Gorgonzola.

Viva la Resistenza!
Viva la Costituzione!
Viva la Repubblica Italiana!
Viva il 25 aprile!

Angelo Stucchi
Sindaco di Gorgonzola
 

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