Cordoglio per la scomparsa di Luigi Fossati


L'Amministrazione comunale, a nome dei cittadini di Gorgonzola, esprime alla moglie, ai figli e a tutta la famiglia, il suo cordoglio per la scomparsa di Luigi Fossati, uno degli ultimi partigiani gorgonzolesi attivo in Martesana come comandante del distaccamento della 105ª Brigata Garibaldi.

Fossati, artefice con Carlo Merlini dell'organizzazione dei giovani locali in un gruppo di resistenza, si è spento nella notte tra mercoledì 10 e giovedì 11 luglio, all'età di 95 anni. «Si è ricongiunto con Carlo Merlini, Luigi Restelli, Carlo Mandelli, Lino Galliani della della 105ª Brigata Garibaldi nonché agli altri compagni partigiani Giovanni Mantegazza e Altiero Ferrari» ha dichiarato l'A.N.P.I. di Gorgonzola anticipando l'intenzione di proporre il suo nome per il conferimento dell'onoranza al Famedio per il 2019.

Il 15 ottobre 2016 il prefetto Alessandro Marangoni aveva consegnato anche a lui, tra 199 partigiani, la speciale medaglia commemorativa denominata "Medaglia della Liberazione" realizzata appositamente dal Ministero della Difesa in occasione del 70° anniversario della Liberazione.


Riportiamo la sua breve biografia pubblicata all'interno de “I cascinotti della Liberazione” volume sulla Resistenza in Martesana a cura dello storico Giorgio Perego ed edito da A.N.P.I. e presentato pubblicamente il 24 aprile 2015.

Luigi Fossati è nato a Gorgonzola il 21 settembre 1923.
Tra i primi partigiani di Gorgonzola, il suo antifascismo maturò in ambito familiare in quanto il padre, fervente socialista, "del Duce diceva tutto il male possibile".

Negli anni della guerra il Fossati era operaio presso l'officina meccanica di Milano "Nasetti", che produceva componenti per aerei. Chiamato alle armi, in aeronautica, nell'aprile del 1943, era ad Aviano (Torino) quando venne annunciato l'armistizio dell'8 settembre. Anche Luigi Fossati, abbandonata la divisa ed evitata la cattura e la deportazione in Germania, tornò a casa, rimanendo nascosto nella Corte dei Chiosi, dove abitava.

A Gorgonzola, oltre agli sbandati locali, erano nascosti e accolti dalle famiglie contadine anche altri diversi ex soldati di Milano e di altre regioni. Carlo Merlini e Luigi Fossati cominciarono a organizzare quei giovani in gruppo di resistenza, riunendosi nel cascinotto del Fossati (che si trova nei pressi dell'attuale stazione della metropolitana) dove, più al sicuro in aperta campagna, erano liberi di parlare e pianificare le azioni contro i nazifascisti. Ed è lì, in quel cascinotto, che è nato ufficialmente il distaccamento di Gorgonzola della 105^ brigata Garibaldi, distaccamento del quale Fossati assunse il comando militare.

Le prime azioni del gruppo di giovani resistenti consistevano nella propaganda antifascista e nel recupero armi, anche con il disarmo di singoli militi nazifascisti. Il 28 marzo 1945 Luigi Fossati era a fianco di Luigi Restelli nell'attacco, a scopo di disarmo, di alcuni tedeschi abituali frequentatori del "Caffé Quadri", in località Furnasèn (Fornasino) di Cassano d'Adda. L'attacco mancò, purtroppo, dell'effetto sorpresa e nella sparatoria che ne seguì rimasero colpiti a morte Luigi Restelli e un ufficiale tedesco.

Luigi Fossati ci ha recentemente testimoniato come "il mitra di Restelli si era inceppato e una raffica lo uccise. Io ero al suo fianco e schivai per miracolo le pallottole nemiche, rimanendo solo colpito di striscio a una gamba".
In seguito a quell'attacco, e alla repressione nazifascista che ne seguì (con la fucilazione a Cassano d'Adda il 31 marzo di quattro partigiani prelevati dal carcere di Monza) Luigi Fossati dovette riparare a Esino Lario (Como) per un mese insieme a Carlo Merlini.
Nei giorni dell'insurrezione, il Fossati partecipò alle azioni di attacco alle colonne di nazifascisti in ritirata, che giungevano da Melzo e da Cassano d'Adda.

Dopo la guerra, Luigi Fossati trovò lavoro alla "Elettromeccanica Enrico Bezzi" di Gorgonzola per poi aprire una sua officina alla Corte dei Chiosi, dove tra gli operai lavoravano suo fratello e, quella che di lì a poco sarebbe diventata sua moglie, Serafina Maggioni.