Libertà e Liberazione sono un compito che non finisce mai


Rivolgo un saluto a tutti i presenti, alle Autorità civili e militari, alle associazioni del terzo settore e del sindacato, all’ANPI e agli studenti dell’IMI di Gorgonzola e agli insegnanti che li hanno preparati per questa giornata, alla civica banda Giacomo Puccini (perché il 25 è festa) e soprattutto voglio ringraziare voi cittadini che oggi siete qui per celebrare il 74° anniversario della Liberazione, festa nazionale della Repubblica Italiana e festa per ognuno di noi.

Una festa che la nostra città è in grado di rendere anno dopo anno, più ricca di significato, grazie ad appuntamenti che non si concentrano nella sola giornata di oggi (penso ai giovani che hanno camminato sui sentieri della resistenza) offrendo così differenti livelli di approfondimento e che abbracciano le nuove generazioni.

La nostra città, oggi come all’ora (quando alcuni nostri concittadini si riunirono nei Cascinotti della Liberazione), è sempre attenta e responsabile nella difesa dei valori di libertà e democrazia, di pace e fratellanza, valori che oggi necessitano di una decisa riaffermazione.
Non si tratta di retorica, purtroppo.

Mi piacerebbe molto che il 25 Aprile del 2019, 74 anni dopo uno dei capitoli più bui della storia dell’umanità, fosse solo un appuntamento per ricordare i lontani anni in cui la crudeltà dell’uomo spazzò via senza pietà la vita di tanti nostri fratelli con le leggi razziali o i morti, durante la guerra, da militari o da civili impegnati nella Resistenza.
Purtroppo però i fatti ci dicono che non è così e che il 25 Aprile non può essere liquidato come una data storica da studiare come tante altre sui libri di scuola.
Alcuni di noi hanno avuto l’onore di incontrare e parlare con i partigiani, con i resistenti, da loro e dalla storia sappiamo che è sul 25 Aprile che si fonda la nostra democrazia, il nostro essere un popolo libero.

Eppure oggi, sempre più spesso, assistiamo a rigurgiti, nemmeno troppo velati, di atteggiamenti razzisti, xenofobi e neofascisti.
Troppo spesso assistiamo a insulti, prevaricazioni e atti intimidatori e violenti nei confronti di chi viene considerato diverso da noi.
Viviamo in un clima in cui il dare addosso al diverso, al più debole, a chi ha un differente orientamento politico, religioso, sessuale, è diventato quasi accettabile, a partire dai più alti livelli istituzionali fino ai gruppetti di ragazzi che inneggiano a personaggi e epoche passate senza probabilmente sapere di che cosa parlano.

Davanti a tutto questo non possiamo chiudere gli occhi.
Non possiamo accettare che la nostra libertà, così faticosamente ottenuta, venga limitata dallo spettro della paura. La libertà va difesa ogni giorno perché la democrazia e la libertà non sono mai conquistate una volta per tutte, sono un patrimonio che ci è stato consegnato e che deve essere trasmesso alle generazioni future.
“Libertà e Liberazione sono un compito che non finisce mai” diceva Franklin Delano Roosevelt, frase che ho scelto per questa 74esima festa della liberazione per richiamarci alla vigilanza e alla militanza.

È arrivato il momento di smettere di pensare e di agire come singoli, convinti che i nostri diritti personali valgano di più di altri. Torniamo a quel 25 Aprile di 74 anni fa e facciamo nostro il pensiero dei Padri costituenti e nostri i sentimenti di comunità che si fusero in quella che oggi chiamiamo la Repubblica Italiana.
Non possiamo permetterci che il sentimento di odio che siamo riusciti a debellare con la perdita di centinaia di migliaia di vite umane dei nostri militari, partigiani, giovani e donne, martiri del terrorismo faccia di nuovo ritorno nelle nostre comunità, nelle nostre città, nel nostro Paese.

Resistiamo, ieri come oggi, di fronte a chi non tende una mano a chi fa più fatica.
Resistiamo, ieri come oggi, di fronte a chi non assume le sue responsabilità davanti a quanto accade nel mare Mediterraneo.
Resistiamo, ieri come oggi, di fronte a chi vorrebbe dividere, escludere per affermare la sua forza e il suo egoismo.
Resistiamo, ieri come oggi, di fronte a chi fa di tutto per instillare dubbi, insicurezze, paure e di fronte a chi cavalca questi sentimenti per il proprio tornaconto (perché è più facile parlare alla pancia della gente, soprattutto in momenti di incertezza come quello che stiamo attraversando).
Resistiamo, ieri come oggi, ricordandoci che noi tutti siamo eredi di chi ha lottato per restituirci un mondo migliore.
Resistiamo, ieri come oggi, ricordandoci che noi tutti siamo eredi di chi è morto per ideali che oggi vanno difesi e custoditi gelosamente, ideali che vanno fatti crescere nel dialogo.
Resistiamo, ieri come oggi, perché siamo tutti figli del 25 Aprile, giorno che sconfigge il buio, giorno che genera fiducia e speranza, giorno che ci cambia.

Con commozione, con questo tricolore che porto sul petto, guardando i vostri volti, sono qui davanti a voi a ricordare i caduti partigiani in Italia e all’estero, i caduti nei campi di concentramento o nelle carceri.
Sono qui a celebrare con voi la bellezza di questo Paese che seppe ricostruirsi con spirito di rinnovamento e di modernità, a richiamare i valori della nostra Costituzione.
Torniamo allo spirito che animò i partigiani e la politica dopo quel 25 Aprile, uno spirito pieno di coraggio, fermezza, solidarietà, unità, dialogo, cambiamento.
Ognuno di noi sia un megafono per i valori di libertà, democrazia e pace tra i popoli perché siamo tutti figli del 25 Aprile!

Viva la Resistenza!
Viva la Costituzione!
Viva la Repubblica Italiana!
Viva il 25 aprile!

Angelo Stucchi
Sindaco di Gorgonzola
 

Tutte le foto della Celebrazione della 74esima Festa della Liberazione