Buona Pasqua 2019


Si credono le cose che si sperano.
Si sperano le cose che si amano.
Si amano più le cose che ancora non sono
e che la speranza fa belle.


don Primo Mazzolari
 

Carissima, carissimo,

la Pasqua con il tempo liturgico che la precede invita a porsi domande, soprattutto quelle che “inaridiscono o raffreddano il nostro cuore”. Che cosa contribuisce a congelare il nostro cuore?
Un tempo di dialogo interiore che riguarda il nostro intimo e ci spinge a chiederci di come comunichiamo amicizia o rifiuto, come attraverso il dialogo edifichiamo una comunità fraterna o egoista.
Quali sono le parole che scegliamo? Quali sono le nostre parole d’ordine?

Il dialogo è la sola possibilità che abbiamo per scoprire l’altro, per vivere insieme, per ascoltarlo, per lasciarsi anche modellare dall’altro.
Non credo che dialogando si perda la nostra identità, si rifiutino i nostri valori; significa invece concepire noi stessi e l’intera umanità al plurale.
Sono ancora fragili le parole del nostro dialogo, o meglio, spesso le nostre sono parole che anziché esprimere amicizia, comprensione e armonia, inaspriscono l’incontro facendo fanno diventare i luoghi del vivere insieme spazi di divisione.

Abbiamo bisogno di parole sapienti per innervare il nostro dialogo, per farne uno strumento per vivere nell’amicizia, anche nei luoghi del quotidiano dove tutti desideriamo riconoscerci comunità. Luoghi, piazze, città non abitate solo da chi ha le nostre stesse idee politiche, le nostre convinzioni religiose o culturali, la nostra stessa ideologia o da persone senza quei difetti o quei modi di fare che tanto ci urtano, perché così ci sentiamo sicuri, ma dall’intera umanità che riconosciamo amica e fraterna.

Mi auguro, ti auguro di trovare queste parole sapienti per fare così del giorno della resurrezione di Gesù di Nazareth un giorno di nuova umanità.

Buona Pasqua!

Angelo Stucchi
Sindaco di Gorgonzola
 

Gorgonzola, 15 aprile 2019