Emergenza alluvione


«Abbiamo richiesto lo stato di calamità a Regione Lombardia e stiamo aspettando istruzioni su come certificare i danni». Queste le parole del primo cittadino Angelo Stucchi passata l´alluvione che ha portato l´esondazione del Molgora e gli allagamenti di abitazioni e fabbriche nella zona ovest della città.

«La situazione di emergenza - continua Stucchi - ha visto coinvolti chi era chiamato per responsabilità come Polizia Locale e Protezione Civile, ma anche tantissimi cittadini che hanno messo a disposizione della comunità energie, competenze, veicoli e macchinari. Penso ai contadini che hanno offerto i propri mezzi pesanti e agli imprenditori che, oltre ai danni hanno perso giornate di lavoro per aiutare gli altri».

Determinanti, nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 novembre in via Lazzaretto, cinque idrovore capaci di pompare 1800 litri d´acqua al secondo nel naviglio Martesana che, in asciutta fino alla prossima primavera, ha fatto da sfogo a quella esondata dal Molgora e che incessantemente cadeva. Il migliorare delle condizioni meteorologiche tra venerdì 14 e sabato 15 novembre ha poi permesso di approntare le barriere per evitare una seconda esondazione sul lato delle fabbriche.

I sommozzatori della Protezione Civile con l´ausilio delle Forze dell´Ordine hanno spostato un grosso tronco d´albero che ostruiva il passaggio del torrente sotto il ponte, ma poi numerose balle di fieno trascinate dalla piena del torrente Molgora hanno ostruito il flusso e spinte oltre a forza dalla corrente, con l´ausilio dei trattori si è poi provveduto a recuperarle e ammassarle a lato di via Buozzi.

«L´emergenza - prosegue il primo cittadino - è stata però anche occasione di gesti di amicizia. Penso a coloro che, in maniera del tutto disinteressata, hanno rifocillato i volontari della Protezione Civile, al lavoro senza sosta per dodici ore, offrendo loro bevande calde e il pranzo. Ma anche alla Pro loco che ha pensato a offrire un piatto di pasta per cena a residenti e a coloro che erano impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza».

La gestione dell´alluvione e dei danni è proseguita anche per tutta la giornata di domenica 16 novembre. Si è riportato alla normalità il piazzale davanti all´ASL invaso dall´acqua, così da consentire il giorno seguente lo svolgersi del mercato del lunedì, e si sono anche aiutati i cittadini a prosciugare le cantine in base alle segnalazioni di priorità.

«Abbiamo messo in atto il Piano d´Emergenza - spiega Stucchi - verificandone sul campo i punti di forza e le fragilità su cui, rientrato l´allarme, siamo già al lavoro. Obiettivo riuscire a reagire in tempi rapidi creando una rete di contatti di supporto efficace e lavorare sulla prevenzione».

Sono stati infatti presi contatti con il Consorzio Villoresi per pulire il sifone con cui il Molgora passa sotto il Martesana da ghiaia e altri detriti in modo da garantire al torrente la massima portata.

Consumo del suolo, ma anche Protezione Civile e forme preventive di assicurazione in caso di calamità naturale, al di là dei rimborsi degli enti pubblici. Questi  gli argomenti all´ordine del giorno dell´incontro tra sindaci dell´Associazione Adda-Martesana di mercoledì 26 novembre presso Centro Intergenerazionale di via Oberdan. «Si tratta di un collegamento istituzionale - conclude il sindaco Stucchi - per ragionare e affrontare insieme le problematicità del nostro territorio in ottica sovracomunale. Il mio impegno sarà quello di lavorare per poter dare garanzie a chi vive e lavora nell´area della Martesana nell´emergenza e nel dopo emergenza».