Che cosa si può fare contro l´invasione delle nutrie?


Come indicato da ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali - Sezione provinciale di Milano nel vademecum indirizzato alle forze di Polizia del 18 luglio 2018 solo Regione Lombardia può emanare i piani di abbattimento delle nutrie che vengono realizzati ad opera di guardie venatorie per mezzo gabbie-trappola con successivo abbattimento ad aria compressa depotenziata o gas.

Soggetti privati o ditte di derattizzazione non possono intervenire; in caso contrario si rischia di incorrere in gravi sanzioni penali: reclusione fino a due anni e multe fino a 45 mila euro.

Recenti studi hanno evidenziato inoltre che i piani di contenimento in corso da anni non hanno portato benefici:

• i terreni dove vengono catturate vengono ri-colonizzati da altre specie che scavano negli stessi posti dei predecessori;

non è possibile una eradicazione perché le nutrie si riproducono sempre più velocemente e i maschi non leader si allontanano dal proprio territorio per colonizzarne di nuovi.
 

CHI SONO E DA DOVE VENGONO LE NUTRIE

La nutria (myocastor coypus – famiglia miocastoridi) è originaria del Sud America ed è molto diffusa in Brasile, Argentina e Perù. In Europa è stata introdotta forzatamente all’inizio del XX secolo per essere sfruttata dall’industria della pelliccia, e in seguito al fallimento di tale pratica si è riprodotta agevolmente trovando un ambiente favorevole, una volta che gli allevatori hanno rilasciato in natura gli esemplari superstiti.

Comunemente detta castorino, è un animale semiacquatico, strettamente erbivoro, crepuscolare ma abituato a vivere nelle ore diurne per procacciarsi il cibo e può raggiungere i 50 cm di lunghezza per 6,5 kg di peso.
Ha una dentatura che la rende riconoscibile grazie ai grossi incisivi rivestiti di smalto arancione, molto forti, udito e olfatto eccellenti ma vista piuttosto debole che rende l’animale timoroso e diffidente.


PERICOLOSITÀ PER LE PERSONE

Studi molto recenti compiuti in Italia hanno dimostrato che non sussiste alcun pericolo sanitario relativo alla nutria; la ricerca scientifica non ha supportato la tesi che le nutrie siano portatrici di microbi dannosi per l’uomo.
La nutria ha un’indole docile e non aggressiva che in natura ne fa’ una preda: ha paura e scappa ma, se si trova costretta in un angolo e viene attaccata o vede i propri piccoli in pericolo può tentare di difendersi. Il consiglio è di lasciarla tranquilla.


DANNI AMBIENTALI ATTRIBUITI ALLE NUTRIE

Incolpata di danni alle colture (risarciti fino al 2014 dalle Province agli agricoltori come nel caso di altre specie di animali selvatici) e crolli di argini di fiumi e canali per la sua attività di scavo, la responsabilità della nutria è stata recentemente ridimensionata da prese di posizione del mondo della ricerca (per esempio geologo del CNR Mario Tozzi). Le cause principali di tali danni sono da ricercare nella mancata manutenzione e nello sfruttamento intensivo del suolo da parte dell’uomo.


DIVIETO DI CATTURA E ABBATTIMENTO E POSSIBILI REATI

Le nutrie sono oggetto di piani di controllo numerico nella Città metropolitana di Milano e nelle altre province. Soggetti privati o ditte di derattizzazione non possono catturarle.
In base alla legge quadro nazionale sulla caccia n. 157/1992 solo le Regioni dopo una puntuale analisi dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) possono emanare piani di abbattimento che vengono attuati dalle guardie venatorie dipendenti delle amministrazioni provinciali che potranno avvalersi di guardie forestali e comunali munite di licenza per l’esercizio venatorio.
In Lombardia la legge regionale sulla caccia n. 26/1993 consente l’intervento anche di guardie dipendenti dalle aziende faunistico venatorie e di operatori espressamente autorizzati dalla Regione.

Gli autorizzati possono intervenire in città, solo con gabbie-trappola con successivo abbattimento ad aria compressa depotenziata (nei centri abitati è vietato usare armi da fuoco o ad aria compressa non depotenziate). Abbattendo i genitori si condanna l’eventuale prole non ancora autosufficiente a morire per inedia. È obbligatorio il monitoraggio di tali gabbie-trappola per non provocare maltrattamenti dovuti allo stress da cattura prolungato che porterebbe l’animale a procurarsi ferite nel disperato tentativo di fuggire con l’aggravante dell’impossibilità di bere.

In alcune province dopo la cattura le nutrie vengono soppresse con l’uso di gas. Qualsiasi altro metodo di uccisione degli animali catturati integra il reato di maltrattamento. Chi uccide o cattura una nutria al di fuori dei piani di controllo incorre in gravi sanzioni penali (violazione degli articoli 544 bis e 544 ter del codice penale) che comportano la reclusione fino a due anni e multe fino a 45 mila euro.
Eventuali segnalazioni di maltrattamento possono essere inoltrate alle forze di Polizia locale, provinciale, di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza tramite il n. telefonico 112.


DANNI CAUSATI DAI PIANI DI CONTENIMENTO

I piani di contenimento ormai in corso da anni non hanno portato a nessun beneficio, se non all’industria delle armi.
È comprovato che i territori diventati liberi vengono ri-colonizzati da altre specie che scavano negli stessi posti dei predecessori. L’eradicazione della nutria non è prospettabile perché a seguito delle campagne di abbattimento, si osserva la tendenza dei maschi non leader a lasciare il proprio territorio per colonizzarne di nuovi liberi e si è abbassata la maturità sessuale della specie che permette loro di riprodursi con maggiore facilità.

Infine gli interventi di abbattimento causano uno squilibrio ambientale e di disturbo per animali selvatici, domestici ed esseri umani. Non è raro infatti che oltre al piombo delle munizioni rimangano nell’ambiente i corpi delle nutrie uccise e non recuperate, soprattutto nei corsi d’acqua.


Tutte le domande di pubblica utilità che il cittadino vorrà proporre all'Amministrazione potranno essere inviate all'indirizzo di posta

newsletter@comune.gorgonzola.mi.it

Alcune tra le domande più interessanti e proattive, a discrezione dell'Amministrazione da settembre 2018, saranno pubblicate nella sezione news dell'home page del sito istituzionale comunale.

Qualora il Cittadino desiderasse veder pubblicata nell'articolo anche la propria firma deve esplicitamente autorizzarne la volontà nel testo della domanda.