Il saluto delle autorità civili ai nuovi sacerdoti


Caro don Paolo,
caro don Carlo,
caro don Peppino
è con sentimenti di gioia e di profonda emozione che vi rivolgo a nome mio, dell’Amministrazione Comunale e dell’intera città di Gorgonzola, un festoso saluto di benvenuto.

Si è un festoso benvenuto il nostro, perché chi vuole caratterizzare con la fraternità il proprio ministero sacerdotale investendo in una modalità nuova di relazione tra le persone e che nella Parola di Dio trova la sua formulazione più limpida, non può essere accolto se non facendo festa.

Vivere la fraternità per insegnarci che la crescita dell’altro non va a discapito della propria crescita, ma l’accompagna e per molti aspetti ne è la condizione ineludibile.

Tra le piaghe della politica moderna vi è quella, non studiata e non guarita, di non avere pensato e organizzato la fraternità: la terza grande parola messa in bandiera dalla rivoluzione borghese e dall’illuminismo. Un’assenza che pesa tuttora nello spazio pubblico e nelle nostre esistenze quotidiane.

Qui, dinanzi alla Casa Comunale, simbolo e luogo della comunità civile, con al mio fianco Assessori e Consiglieri, con i rappresentanti delle Associazioni che con impegno e dedizione operano nella città, siamo lieti di accogliervi.

Gorgonzola è una città ricca di storia e di memoria e oggi conta un pò più di 20.000 abitanti.
Gorgonzola si è sempre mostrata inclusiva e solidale e come avrete modo di vedere, ha dimostrato di integrare bene culture e origini diverse e di essere attenta ai bisogni di chi ci è prossimo.
Le associazioni presenti sul territorio con le quali l’Amministrazione collabora fattivamente tra cui la Caritas interparrocchiale, svolgono una costante opera di aiuto e di sostegno ai bisogni concreti di chi è in difficoltà e di questo ne siamo grati.

Troverete una città dalle radici cristiane, sempre capace di interazione con il mondo che cambia, ma anche Gorgonzola, come altre città, non è esente da paure e timori per i grandi cambiamenti che ha di fronte, che ha vissuto e che vive.
Le tante situazioni di sperequazione, di povertà e di ingiustizia che anche qui mostrano i loro riflessi segnalandoci non solo la carenza di fraternità, ma anche una progressiva assenza di quella cultura della solidarietà senza la quale la società non può qualificarsi democratica.
Il mondo globalizzato ci rende vicini, ma non fratelli.

Si anche qui, in questa città, si sono mostrati i frutti di queste paure e dell’incapacità di dialogo: divisione, ansia di potere e dominio, non accoglienza della differenza.
Si anche qui dinanzi alle paure e alle inquietudini del vivere quotidiano non siamo stati capaci di indicare vie condivise per la loro risoluzione. Troppo spesso il nostro agire è stato finalizzato in un’ottica utilitaristica, quasi che a fondamento di ogni scelta debba esserci un utile personale o della propria parte.
Anche l’ossessione per la tutela a qualunque costo di alcune categorie di cittadini, di alcune culture e valori, offusca e lacera le nostre relazioni e persino il nostro modo di essere comunità.

Una città che ha bisogno di essere riconciliata, anche attraverso l’uso sapiente della Parola.

Anche a Gorgonzola la crisi si è fatta sentire.
Il tessuto produttivo è in forte contrazione e alcune realtà economiche e produttive sono scomparse, travolte dalle pressioni competitive della globalizzazione. 
Le famiglie vivono un presente incerto e precarietà e mancanza di opportunità di lavoro ipotecano seriamente il futuro di giovani ed adulti.

In questo contesto, restituire la speranza nel futuro e garantire un presente di giustizia, eguaglianza e solidarietà è compito primario della politica e di chi attraverso di essa esercita la carità cristiana con spirito laico.
So, sappiamo di non avere formule definite e risolutorie, ma abbiamo alcune consapevolezze, cominciando da quella di considerare che gli obiettivi dell’impegno politico sono innanzitutto la dignità della persona, lo sviluppo socio-culturale e la giustizia sociale.
La politica è rispetto delle diversità ma anche sintesi delle stesse. È la costante ricerca del bene comune che va oltre gli interessi dei singoli individui. È un’educazione vicendevole alla cittadinanza attiva.

In questo impegno nessuno di noi può sfuggire, nessun cittadino, amministratore, sacerdote, uomo, donna, tutti siamo chiamati a far crescere una coscienza civica che ha come obiettivo “il bene comune”, che non si può realizzare se non si parte dalla considerazione degli ultimi e dalla loro inclusione.

C’è dunque un posto per tutti nella costruzione della città, e qui troverete un terreno genuino, dove poter insieme promuovere un senso civico, che agevola la convivenza civile e permette a tutti di sentirsi parte della stessa famiglia, la famiglia umana, nella quale aiutarsi l’un l’altro come voi direste fratelli e sorelle e dove riscoprire e coltivare il senso di appartenenza alla comunità.

Per fare questo potrete contare sulla naturale predisposizione di questa Amministrazione nel favorire, accompagnare e stimolare azioni di promozione di tutti i diritti di tutti i valori civili, religiosi e umani essenziali per assicurare ad ogni donna e ad ogni uomo la possibilità di realizzare pienamente sé stessi.
Abbiamo una possibilità farlo insieme, di sviluppare dei lavori comuni e far crescere questa nostra città
Diamoci la mano e lavoriamo insieme, nel rispetto dell’altro

Ora Gorgonzola è anche la vostra città, una città vivace, solidale, una città da amare.
Una città che non si costruisce solo sul piano orizzontale, ma che ha anche bisogno di una dimensione verticale.

Benvenuto don Paolo,
benvenuto don Carlo,
benvenuto don Peppino

ora è tempo di riprendere il cammino, diamoci la mano e camminiamo insieme fianco a fianco sulle strade di questa città condividendo la responsabilità dei giusti gesti umani.

Forza, non esistiamo, non temiamo, perché cresce lungo il cammino il suo vigore.
 

Angelo Stucchi
Sindaco della Città di Gorgonzola
 

Gorgonzola, 22 settembre 2018

 

Alcune foto del saluto delle autorità