Revisione del progetto del Nuovo Cimitero


«Ci siamo approcciati al nuovo cimitero, opera pubblica ereditata da un’altra amministrazione, senza pregiudizi. Credo che chi amministra una città debba farlo non contro qualcosa che ha ereditato, ma nell’interesse dei cittadini. Abbiamo perciò guardato al progetto del cimitero e ripensato al suo ricollocamento in funzione del Piano regolatore cimiteriale e di polizia mortuaria approvato lo scorso 3 luglio che ci ha fornito gli strumenti per poterlo verificare dal punto di vista delle normative vigenti, aggiornandolo con le reali esigenze di sepoltura, senza tralasciare di mettere l’opera in collegamento con il Cimitero storico».

Con queste parole il primo cittadino Angelo Stucchi ha aperto la conferenza stampa di presentazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica per il camposanto di via Ticino consegnato agli uffici lunedì 12 marzo, sottolineando che l’azione amministrativa è stata caratterizzata da concretezza e trasparenza per un progetto ampiamente condiviso con la città visto che interesserà il futuro di Gorgonzola con costi di realizzazione e manutenzione sostenibili.

«Il risultato più evidente, già annunciato in Consiglio comunale lunedì 19 marzo, – continua il sindaco Stucchi – è una riduzione dei costi stimata nell’ordine del 55%: dai quasi 7,9 milioni di euro si è passati a 3,5 milioni. Non un risultato casuale, ma frutto della verifica delle reali esigenze di sepoltura e tumulazione nei prossimi decenni per la città. Il Piano regolatore cimiteriale ci ha infatti permesso di prefigurare uno scenario completamente diverso da quello che probabilmente era all’origine del progetto di partenza. Abbiamo scoperto che non avevamo bisogno di 1818 colombari, ma di 646, circa un terzo; non di 1180 ossari, ma di 581; e anche il numero delle tombe di famiglia non era 510, ma 112. Questo vuol dire che la dimensione progettuale del 2011 era quella di un’opera sovrabbondante rispetto alle necessità di Gorgonzola nell’immediato e nel prossimo futuro».

Oltre alla riduzione di spesa e all’adeguamento del progetto in base alle normative vigenti, la Pubblica amministrazione ha chiesto ai progettisti di prevedere percorsi coperti lungo i colobari perimetrali, l’inserimento di simboli religiosi, una revisione dell’edificio principale e di altre opere interne (quali ossario e piazza delle celebrazioni), la rimodulazione delle opere a verde e dell’area di parcheggio e infine la definizione di step realizzativi per consentire una corretta programmazione degli interventi con 3 lotti di lavoro previsti.

«Non è stato semplice – ha spiegato l’architetto Luca Cipelletti. – La riduzione del 50% del budget rappresentava una grandissima sfida dal punto di vista progettuale ed economico innanzitutto, che speriamo di avere vinto. Penso che un buon progetto debba avere la capacità di essere rivisto, ripensato con intelligenza per seguire quelle che possono essere le nuove esigenze della città. Un cattivo progetto non ha le capacità di trasformarsi, un buon progetto deve poter soddisfare la committenza. Abbiamo salutato con gioia il Piano regolatore cimiteriale, più attuale, più intelligente perché minori esigenze di sepoltura hanno ridotto la superficie di intervento di circa 5.000 mq e di conseguenza anche i costi di costruzione. A questi dati prettamente tecnici e numerici si è anche aggiunta una revisione del progetto dal punto di vista delle finiture che, con l’utilizzo di materiali più sostenibili, ha contribuito alla riduzione della spesa».

Si è passati da un’area complessiva di 19.300 mq a una di 14.700 mq tramite un’operazione di riduzione della geometria della foglia di quercia «a una più piccola, organica e più giusta di proporzioni in cui sono rimasti i viali in calcestre con un approccio più lento e meno duro alle sepolture». Il nuovo perimetro interno “a foglia piccola” verrà ridisegnato da una recinzione rimovibile mimetizzata a verde e un domani si potrà ingrandire nuovamente, per porzioni o per intero, per fare fronte alle eventuali esigenze di sepoltura. Lungo tutti i loculi verrà inserita una pensilina di oltre un metro per riparare dalle intemperie le persone che si accostano alle tombe dei propri cari e sosteranno in preghiera, mentre le cappelle o tombe di famiglia verranno rifinite in modo da non dare l’idea del rustico.

Non ci saranno più tappezzanti e alberature particolari che richiedevano un impianto di irrigazione complessa, ma sono state previste piante molto più giovani che non necessitano di cure particolari e che cresceranno insieme al cimitero.
L’edificio fortemente simbolico a barca rovesciata all’ingresso rimarrà, ma attaccato al perimetro della foglia, eliminando le vasche d’acqua che comportavano alti costi di manutenzione. La sua finitura non sarà più di mosaico in vetro blu di Murano, ma in cemento pigmentato di bianco per dar forza alla sua struttura architettonica. Al suo interno sono state introdotte delle finestre triangolari con una suddivisione dei serramenti che riprende il tema della croce, sospesa all’esterno, soddisfando così anche la richiesta di inserimento di simboli religiosi.
La piazza delle celebrazioni è stata spostata dal fondo all’ingresso e l’ossario, che è un’architettura quasi ipogea perché scavata all’interno della collina, è stato abbassato di alcuni piani per diminuire i costi di realizzazione.

«La cosa straordinaria – ha concluso l’architetto Cipelletti – è che il progetto non è cambiato più di tanto. Come progettista è stato molto importante riuscire a soddisfare tutte le esigenze della committenza della città di Gorgonzola, ma allo stesso tempo mantenere la filosofia di progetto di un’opera che si avvicina al concetto di necropoli, luogo di esperienza del dolore e della memoria, così come concepita dagli artisti Anne e Patrick Poirier con cui mi sono costantemente confrontato in questi tre mesi di lavoro. Personalmente ritengo il progetto straordinario e la città dovrebbe essere orgogliosa di avere un cimitero diverso, non un rettangolo rigido e squadrato dove non c’è spazio per la contemplazione e la memoria».