Gorgonzola per l´emergenza immigrati


La sera di martedì 1 luglio la prefettura di Milano ha disposto il trasferimento temporaneo di 3 profughi provenienti dal Gambia presso la nostra città. A ospitare queste persone per due giorni sarà il Bar Pizzeria l´Aragosta, in attesa del trasferimento presso una struttura di emergenza umanitaria della Caritas in corso di allestimento.


Già nel pomeriggio di martedì, la Protezione Civile di Gorgonzola su richiesta del CCV (Comitato di Coordinamento delle Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile della Provincia di Milano) ha collaborato, con i propri volontari e i propri mezzi, al trasferimento di 28 profughi arrivati all´aeroporto  di Malpensa e destinati a una struttura messa a disposizione della Provincia di Lodi.
 
Il sindaco Angelo Stucchi, incontrando questa mattina i profughi gambiesi, ha lanciato una riflessione sull´emergenza che, con questo piccolo contributo, chiama in causa anche la nostra Città e interroga istituzioni e coscienze: «I 45 morti sul barcone proveniente dalle coste dell´Africa ci mettono di fronte a una tragica realtà: nel Mediterraneo nonostante i nostri sforzi si continua a morire. Va superata l´indifferenza dell´Europa, vanno adottate misure necessarie a porre fine alle stragi. Non possiamo giocare con la vita di migliaia di donne, uomini e bambini. Non si può restare fermi di fronte alle tragedie annunciate, soprattutto quando a poche miglia del confine d´Europa le condizioni politiche costringono alla fuga. Dobbiamo chiederci allora quante persone dovranno ancora morire lungo le coste italiane per mettere fine a una continua ed inesorabile perdita di vite umane. Mi chiedo se questi 45 profughi costretti alla morte dagli scafisti siano gli ultimi di una interminabile scia di morte che ogni anno accresce la lista delle vittime del mare e se non sia il caso, nella circostanza dell´aumento degli sbarchi, di rafforzare il pattugliamento delle coste italiane anche con il coinvolgimento delle istituzioni europee».
 
«Gorgonzola, anche se oggi in un ruolo di secondo piano, ­- conclude il primo cittadino ­- ha scelto di assumersi le sue responsabilità mettendosi a disposizione delle Istituzioni affinché si metta fine ad una ferita nella storia della civiltà europea e del mediterraneo».