Noi siamo i banditen


Qualcuno nella notte tra il 24 e il 25 aprile ha scritto sui muri della sede dell´ANPI di Gorgonzola "Achtung Banditen" scritta che offende la memoria dei partigiani e la nostra città.

I banditen, partigiani, erano uomini e donne tutti giovanissimi che ebbero il coraggio di farsi carico del bene collettivo e smisero di essere spettatori passivi per diventare attori responsabili e costruirono attraverso la Lotta di Liberazione, e anche con il sacrificio della loro vita, un´Italia libera, democratica, basata sul pluralismo, sull´inclusione sociale, la tutela delle minoranze e il bene collettivo.

A più di 70 anni dalla Liberazione dell´Italia dal nazifascismo siamo inorriditi da scoprire che ancora degli italiani non hanno compreso da che parte stava il giusto e da che parte stava il torto e che si avocano il diritto di offendere la memoria di chi diede la vita per la libertà.

Non erano banditen gli uomini che nel cascinotto della liberazione di Gorgonzola fondarono il terzo distaccamento della 105° brigata Garibaldi: Luigi Fossati, Carlo Merlini, Carlo Fontana, Carlo Mandelli, Cesare Lampertico, Franco Petrogallo, Lino Galliani, Tullio Tremolati, Loris Pescarolo, Luigi Restelli, Luigi Brambilla, Enzo Sironi, Alfredo Colombo, Ezechiele Bazzarelli.

Non erano banditen i partigiani e deportati caduti in quegli anni sui sentieri della resistenza e nei campi di concentramento: Luigi Brambilla, Pietro Carioni, Leonardo Nobile, Luigi Restelli, Felice Brambilla, Guglielmo Cavalieri, Angelo Balconi, Aldo Brambilla, Marco Colombo, Giovanni Del Bianco, Emilio Gerosa, Eugenio Pozzi, Antonio Villa, Celso Censini, Luigi Gerosa, Pietro Salvatore, Pietro Serughetti, Pierino Togliani.

A loro e alla Resistenza più di tutto dobbiamo quei valori e quei principi civili e politici che oggi sono espressi in quel documento di altissima civiltà che è la nostra Costituzione democratica e repubblicana garanzia ultima dei diritti di cittadinanza nei confronti di ogni possibile arroganza dell´autorità.

La nostra città ha ripulito i suoi muri da queste bestemmie e si sente offesa da coloro che hanno scritto Achtung Banditen!
Questa città non insulta nessuno, ma come ha fatto nella grande manifestazione del 25 aprile rende forte la sua voce per esprimere ancora una volta il suo grazie e onora i partigiani morti per la libertà.
Noi gorgonzolesi, uomini liberi che sappiamo cosa è giusto e cosa invece non lo è, insieme ai nostri partigiani caduti, ogni giorno continuiamo ad impegnarci  affinché nel nostro Paese vi sia pace, fraternità, libertà perché noi siamo i banditen.