Heysel: la verita´ di una strage annunciata

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Venerdì 14 ottobre
alle ore 21.00 presso l´Auditorium del Centro Intergenerazionale, l´associazione Exlibris12, promuove un incontro con Francesco Caremani, autore del libro HEYSEL, le verità di una strage annunciata.

ENTRATA LIBERA


La vicenda

A Bruxelles, nel fatiscente stadio Heysel, il 29 maggio 1985 morirono 39 persone, 32 italiani, 4 belgi, 2 francesi e un nordirlandese.
Uccisi dagli hooligans inglesi, ubriachi e armatisi in un cantiere adiacente l´impianto che era in ristrutturazione, con la responsabilità dell´Uefa e delle autorità sportive e politiche belghe, che non si curarono di scegliere uno stadio sicuro e che organizzarono cialtronescamente l´ordine pubblico.

Partita che si gioca, decide l´Uefa insieme al Belgio... si gioca per una questione di ordine pubblico e si assegnerà la Coppa dei Campioni perché così hanno voluto quelli del Liverpool.
Non è un´amichevole, ma diventa una farsa perché si gioca mentre i 39 corpi sono ancora lì, in fila sotto la curva Z ridotta a un campo di battaglia, in cui gli hooligans hanno irriso i morti prima che li portassero via. Si gioca sapendo.

Cosa resta dell´Heysel? C´è stata giustizia?
Come ha sempre detto Daniel Vedovatto, l´avvocato italo belga dei familiari italiani, in quelle condizioni e con il diritto che all´epoca vigeva in Belgio è stato ottenuto il massimo: condanna dell´Uefa, di un capitano di polizia, dei pochi hooligans rintracciati e risarcimenti, che nessuno ha mai chiesto.
Forse qualcuno s´è perso, ma la condanna dell´Uefa, resa corresponsabile delle manifestazioni che organizzava e che organizza è storica, ha fatto giurisprudenza e ha cambiato per sempre il football europeo, soprattutto le coppe, esigendo severi requisiti di sicurezza per gli stadi delle finali e non solo.
Se non ce ne siamo accorti è perché ce ne siamo dimenticati, trent´anni sono una vita, un vuoto incolmabile e recuperare terreno è quasi impossibile.

Perchè un libro sull´Heysel
Nato dalla spinta di Otello Lorentini, presidente della prima Associazione dei familiari che si batté per avere giustizia, perché raccontasse tutte quelle verità che negli anni erano state taciute, cercando di silenziare i parenti delle 39 vittime e il loro desiderio di una memoria condivisa, battaglia portata avanti con incredibile dignità.

Un libro scomodo, perché in Italia e all´estero (Belgio, Inghilterra e Uefa) hanno cercato, per vergogna, di dimenticare da subito quello che era accaduto e le eclatanti responsabilità. Ricordare con correttezza quello che è accaduto, per fare pulizia delle distorsioni e per lasciare un messaggio che vada oltre l´accaduto, a trent´anni di distanza.
Che quei 39 morti siano una lezione non imparata, purtroppo, ce lo ricorda pure la stretta attualità.

Il progetto Heysel
Nel 2015, cadendo il 29 maggio il trentennale dalla strage di Bruxelles, quella che era una presentazione del libro è diventato un progetto più articolato per portare avanti in maniera organica la missione: fare chiarezza sulla tragedia e dissipare trent´anni di ombre e oblio riscuotendo un interesse enorme da parte di istituzioni, biblioteche, comuni cittadini, testimoni oculari e, in modo particolare, scuole.

Il successo, non scontato, tra i ragazzi stava a indicare che il percorso intrapreso era quello giusto, non quindi la strage come feticcio (così come chiedono anche i familiari delle vittime), ma come memoria che possa diventare humus per una nuova cultura sportiva, tra i ragazzi e dentro gli stadi, soprattutto quelli italiani.


ALLEGATI