PHOTO FESTIVAL 2018
Lavorare stanca?

10

giu


Innovazione, conoscenza, storia. Questi i temi a cui è dedicata nel 2018 la 13esima edizione di Photofestival e che caratterizzano profondamente la città di Milano come capitale della fotografia. L’evento promosso dall’AIF - Associazione Italiana Foto & Digital Imaging con la direzione artistica di Roberto Mutti, torna per il quinto anno consecutivo nelle sale di Palazzo Pirola fino al 10 giugno con la mostra “Lavorare stanca?”.

La collettiva poliedrica, che verrà inaugurata sabato 26 maggio alle ore 18.00, analizzerà il tema del lavoro coniugato nei suoi differenti aspetti: il lavoro artigianale, il lavoro in fabbrica, il lavoro sociale e l’archeologia industriale, attraverso gli scatti di cinque fotografi: Stefano Barattini, Raoul Iacometti, Claudio Rizzini, Emanuele Scicolone e Gianluca Sgarriglia.
 

RADICI

Emanuele Scicolone e Gianluca Sgarriglia

Progetto fotografico sul mondo epico dell'uomo e del lavoro manuale in Italia, un appassionato omaggio all’artigianato e alla creatività nostrana. Dai pescatori del Delta del Po all'oro bianco delle saline, dal bronzo fuso e bollente come lava nelle fonderie delle campane ai maestri d'ascia degli ultimi Squeri nelle isole veneziane, un viaggio avventuroso attraverso le grandi coltivazioni e le prime tecnologie. Un mondo che ci fa sentire ancora così profondamente umani.

Odore di vera cultura, quella di vita, tramandata di generazione in generazione quasi come un sapere esoterico. Ogni produzione fotografata affonda le proprie radici nella notte dei tempi, ma è arrivata fino ad oggi grazie a un sapersi costantemente aggiornare, ad un aprirsi alle nuove epoche e tendenze con metodi di produzione che sono rimasti invariati dall'età del bronzo e che tuttora hanno un ruolo determinante all'interno della nostra società.

 

SALUTEREMO IL SIGNOR PADRONE

Claudio Rizzini

Nella nuova società del lavoro le macchine robotizzate prendono velocemente il posto di operai e operaie, italiani e stranieri, gli stessi che vediamo manifestare insieme nelle ricorrenze del Primo Maggio. Per le fabbriche del Nord Italia le statistiche parlano chiaro: un lavoratore su sei, dopo avere imparato e praticato un mestiere per anni, perderà il proprio posto. L’operaio sembra essere diventato una macchia di sporco sulla pagina bianca del progresso. Il sindacato è una bandiera consunta, i giovani, numeri nelle statistiche sulla disoccupazione. In questo reportage le “tute blu” sono ritratte accanto alle ultime macchine tradizionali, negli angoli meno visibili delle fabbriche, dietro a vecchi banchi di lavoro, in fila nei cortei: salutano il Signor Padrone per un’ultima volta, prima di vedersi sfumare lentamente nel bianco e nero di una fotografia nitida ed inesorabile come il loro destino.
 

 

LOST VALUES

Stefano Barattini

«Ho iniziato, con grande interesse e soddisfazione, – spiega Barattini – a fotografare i luoghi abbandonati, sopratutto le aree industriali. Questi posti emanano un fascino unico, fatto di luci e ombre, di polvere, odori e grandi silenzi ma soprattutto di ricordi. E sono questi ricordi, queste tracce del passato, che vado a cercare e catturo con la macchina fotografica, perdendomi negli ambienti alla ricerca dell’inquadratura adatta e della luce giusta per meglio rappresentarli. Sono una sorta di universo parallelo che vive a poca distanza da noi e che la fotografia contribuisce a riportarlo per un momento in vita».

 

 

ALCUNI DI NOI

Raul Iacometti

«Ricordando Robert Capa – spiega Roberto Mutti – quando diceva che un’immagine insoddisfacente era tale perché l’autore non si era avvicinato abbastanza ai suoi soggetti, Raul Iacometti ha agito di conseguenza. Proprio come i volontari che, per supplire alle difficoltà di movimento dei disabili, li aiutano con un contatto fisico identico a un abbraccio, anche Raoul Iacometti si avvicina a questa realtà con un’empatia e una vicinanza capaci di cingere in una stretta ideale tutti i protagonisti di questo intenso dialogo dove emerge prepotentemente il vero senso del reciproco riconoscersi. Le automobili dai nomi leggendari che sfrecciano in pista e quelle altrettanto divertenti dell’autoscontro, il metallo lucente dell’aereo da caccia da osservare e quello cromato della carrozzella da cui un ragazzo orgogliosamente si solleva sono istanti di stupore e meraviglia che la vita sa regalare. Come quel momento di pace dove, sotto la luce di un lampione e accanto a una siepe, la lettura accompagna la fine di una giornata».

 

Inaugurazione mostra sabato 26 maggio ore 18.00



Orari di apertura
 dal 27 maggio al 10 giugno 2018

Venerdì: 16.00 - 19.00

Sabato e Domenica: 10.00 - 12.00 | 16.00 - 19.00
 
 

Primavera a Palazzo

Palazzo Freganeschi-Pirola | Piazza della Repubblica 1, Gorgonzola


www.milanophotofestival.it

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