Messa in sicurezza stabile via Filzi


Un’ordinanza della Polizia Locale per delimitare fino a metà carreggiata l’area di cantiere da lunedì 26 febbraio a martedì 6 marzo o comunque fino al termine dei lavori visto anche il maltempo degli ultimi giorni. È iniziato così l’intervento per la messa in sicurezza dello stabile di via Fabio Filzi che da sette anni era fonte di preoccupazione per i cittadini a causa del rischio crolli e che ha fortemente limitato la circolazione e la vita per i residenti della zona.

L'Amministrazione comunale, vista la lunga serie di diffide che dal 2008 non trovavano risposta dalla proprietà per una difficile ricostruzione di responsabilità ed eredità, era pronta a intervenire con un investimento di bilancio per poi rivalersi per vie legali con la proprietà. Poi con l’anno nuovo l’unica proprietaria si è impegnata a far fronte all’ordinanza esecutiva ingaggiando un’impresa edile di Viareggio e la TSG Costruzioni Edili S.r.l. di Dalmine per il noleggio dei mezzi.

Delimitata l’area di cantiere con transenne, cartellonistica e il tamponamento delle finestre al pian terreno, i tempi tecnici per la dismessione dei servizi, quali allacciamento alla rete del gas e a quella elettrica pubblica e privata, hanno rimandato fino a fine febbraio l’inizio dei lavori per effettuare l’intervento di demolizione di quello che, per la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano, era sostanzialmente un rudere non sottoposto a vincoli di tutela.

Gli operai si sono concentrati sul fronte dell’edificio collocato sulla curva di via Filzi che era già crollato tempo fa con l’implosione del tetto. Si è dovuti procedere con molta cautela visto l’avanzato degrado di muri e tetto, iniziando dallo smantellamento a mano dei coppi con il taglio dei travetti lignei tramite motosega; poi, per il completo abbattimento dell’edificio, sono intervenuti escavatori e mezzi meccanici. I muri delle abitazioni confinanti, su entrambe le testate dell’edificio ormai abbattuto, sono stati oggetto di impermeabilizzazione e quadratura per garantire la stabilità e la protezione dalle intemperie.

Lo stabile non sarà raso completamente al suolo, ma verranno lasciate le mura perimetrali fino a un’altezza compresa tra i 2-3 metri per mantenere la sagoma dell’edificio con tutti i diritti acquisiti e per proteggere il bene immobiliare privato con una sorta di muro di cinta. Il direttore dei lavori è stato inoltre incaricato di istruire la pratica di pre-parere che non è un progetto, ma un’ipotesi di ricostruzione dell’edificio con le stesse caratteristiche dimensionali che ha valore per i dieci anni successivi alla stesura.

Quando e se la proprietà intenderà effettivamente ricostruire l’edificio dovrà sottoporre il nuovo progetto sia alla Soprintendenza per i vincoli imposti per la vicinanza al naviglio Martesana, sia alla Commissione Urbanistica locale. Finita la demolizione, dalla prossima settimana inizierà l’intervento di pulizia e sistemazione dell’area tramite lo smaltimento delle macerie per riaprire il transito della via.