Una realtà in-attesa

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apr


Una sfera bianca sta in perfetto equilibrio sollevata da terra in un ambiente sospeso dove le piante allungano i loro rami come mani adunche e due giovani donne si aggirano elegantissime come se per loro fosse del tutto naturale comparire in abito da sera in un sottobosco. Sullo sfondo dello scheletro di cemento armato di un edificio in costruzione una ragazza collegata a drappi rossi annodati come funi si libra in cielo circondata da uno stormo di uccelli che condividono il suo volo. Un manichino fissa lo sguardo nel vuoto come volesse chiedersi come mai nella vetrata alle sue spalle non è lei a riflettersi ma una diversa ed enigmatica figura.

Benvenuti nel mondo di Angelo Antronaco, fotografo che ha fatto propria la lezione del Surrealismo calandola nella sua personalissima poetica. Guardando le sue immagini sembra di risentire le parole scritte tanti anni fa (era il lontano ma premonitore 1924) da André Breton: ‘il razionalismo assoluto ci permette di considerare soltanto fatti strettamente connessi alla nostra esperienza che si è vista assegnare dei limiti, gira dentro una gabbia dalla quale è sempre più difficile farla uscire ed è sorvegliata dal buon senso´. Infatti, basta operare in direzione opposta, andare alla ricerca di un varco (non preoccupatevi, basta cercare: c´è) e far entrare nell´orizzonte della nostra visione tutto quell´universo fantasioso che non avevamo avuto il coraggio di accogliere.

Antronaco quel varco ce lo spalanca davanti agli occhi e lo fa facendo ricorso alle tecnologie più raffinate grazie a cui trasforma i suoi scatti in immagini che vibrano in una dimensione inattesa caratterizzata dal perfetto equilibrio fra la realtà abitualmente percepita e quella onirica che ci avvolge e seduce. Ora ogni sicurezza lascia il posto al dubbio: è vero, la figura stralunata di un autentico pirata con tanto di tricorno e barba fluente colto mentre passeggia per Milano potrebbe essere frutto di una illusione, ma quel manifesto pubblicitario alle sue spalle su cui spicca il ritratto di una creatura dotata di lunghe corna ritorte non autorizza a ripensare in termini diversi la nostra percezione della vita? Fra sogno e realtà, fra desiderio e immaginazione, fra concretezza e inventiva il confine è più flebile di quanto di pensi o forse, più semplicemente, non esiste se non nell´abitudine delle convenzioni.

Angelo Antronaco ha pensato a una mostra capace di dialogare con lo spazio che, facendole da contenitore, diventa esso stesso teatro di un percorso che si scandisce in quattro tappe tematiche ognuna delle quali si apre a un mondo parallelo verso cui ci accompagna una ragazza che avanza sicura, avvolta in un leggero abito azzurro. Chi vi si addentra accetta di sospendere ogni giudizio e di farsi guidare dalla leggerezza figlia della fantasia. Nessuno stupore, quindi, se ci capita di incontrare sguardi obliqui e posture irrigidite di manichini che pure si librano nel vuoto, cercano appigli sicuri nei fili della luce e ci osservano (e forse giudicano) dall´alto. Nessuna sorpresa nel constatare che di ogni città non ci pervengano riprese univoche ma immagini frutto di molte sovrapposizioni quante sono, in effetti, le anime e i momenti che le attraversano.

Man mano che si avanza nel percorso si finisce per accettare la logica parallela che lo caratterizza e allora accettiamo che una soglia ricavata in una parete senza muri si affacci sullo scenario del greto di un fiume, che figure femminili avvolte in abiti tradizionali cinesi appaiano accanto a simboli del paesaggio urbano, che il capannone di un´area industriale dismessa si apra alla presenza chiassosa di una banda musicale. Tutto in questa realtà sospesa è logico ma potrebbe anche essere frutto della fantasia e il grande pregio delle fotografie di Angelo Antronaco è quello di mantenere viva questa ambiguità come una corda tesa fra ragione e immaginazione. Così verrebbe voglia di svegliare quella giovane ragazza che dorme profondamente sotto i rami di un albero protesi come a difenderla per vedere se tutto questo mondo è reale o, essendo il frutto dei suoi sogni, si può di colpo dissolvere la sciandoci orfani della sua dimensione luccicante e immaginifica.

Roberto Mutti 

 

Inaugurazione mostra e rassegna PRIMAVERA A PALAZZO sabato 1 aprile ore 18.00



Orari di apertura
da martedì a venerdì: 16.00-19.00
sabato e domenica: 10.00-12.30 | 15.00-19.00

Informazioni
Palazzo Freganeschi-Pirola | Piazza della Repubblica 1, Gorgonzola
www.palazzopirola.it


In allegato la locandina e la cartolina della mostra.

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