Sabato 28 gennaio ore 17.00 - Maristella Maggi

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La civica biblioteca "Franco Galato"
invita cittadini presso la propria sede in via Montenero 30 a Gorgonzola per  partecipare a un ciclo di incontri letterari per scoprire attraverso gli autori i loro scritti.


Al termine di ogni incontro verrà offerto un piccolo aperitivo.

28 gennaio ore 17.00
E il vento si fermò ad Auschwitz. Quando si aprirono le porte
In occasione della Giornata della Memoria

Maristella Maggi
è docente di Lettere nella Scuola Secondaria di primo grado della provincia di Milano. Nell´Istituto in cui insegna, si occupa di progetti didattici legati alla lettura e alla scrittura poetica e creativa. È ideatrice della rassegna letteraria novembre di libri, non solo di brume... e, per anni, è stata membro di giuria nella commissione del premio nazionale di poesia Poesie nel cassetto. È autrice di testi di narrativa per bambini e ragazzi per i quali tiene incontri nella Scuola Primaria e Secondaria. Vive a Gorgonzola.



IL VENTO SI FERMO´ AD AUSCHWITZ
LORETO (AN), ELIEDIZIONI, 2016
Il vento rappresenta la pietà di quelli che, nel dramma di Auschwitz, non rimasero indifferenti, ma si misero in ascolto dei bisogni, delle richieste mute, del dolore profondo, e porsero aiuto. Così ha confidato Sara all´autrice: non tutti ci girarono le spalle, molti si accorsero delle nostre sofferenze e ci aiutarono. A 70 anni dalla tragedia della Shoah, il testo, con l´intento di accendere una doverosa fiammella di Memoria, ripercorre alcuni di quei momenti sciagurati. È la Storia che raccoglie tutte le vicende, perché il pensiero chiede affetto, ma la Memoria chiede il rigore della conoscenza e della verità.

Il vento raccolse la nebbia del bosco
aveva un odore buono e bagnato
sapeva di menta e di germogli.
Correva via lui, libero, senza lacci
tra colline di nuvole
e valloni di tramontana.
Andava freddo
non si fermava mai
solo sul colle rallentò.
C´era un fermento di ombre che si intrecciavano
un respiro atroce tremava sull´orlo di ogni refolo
l´odore di vita non c´era più.
Il vento si fermò e vide la paura.
Sentì che la polvere aveva voce
e il calore aveva braccia
grigie, che lo presero
e lui pensò che doveva restare
in quel posto.
E il vento si fermò ad Auschwitz.




QUANDO SI APRIRONO LE PORTE
LORETO (AN), ELIEDIZIONI, 2013
Venanzio Gibillini, giovane milanese, vive con la famiglia a Bruzzano, in un quartiere operaio. Viene chiamato alle armi, ma in seguito catturato perché ha abbandonato la caserma dopo l´8 settembre 1943 e non vi ha più fatto ritorno. È un renitente. Viene rinchiuso a San Vittore e da qui trasferito a Flossenbürg.
In questo romanzo l´autrice, raccontando la storia di Venanzio, che oggi vive a Milano, ci offre una testimonianza preziosa e dal forte valore educativo sulle terribili esperienze dei prigionieri nei campi di sterminio tedeschi.


INGRESSO LIBERO E GRATUITO

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