Camminare insieme avvicina, lega, unisce


Salutare un parroco che parte è un momento delicato perché un sacerdote è testimone di vita, fratello e padre di quella grande famiglia che sono le nostre parrocchie.
È innanzitutto ringraziare chi, nel ministero sacerdotale, si è preso cura di tanti di noi e chi, in questo tempo della storia, ci ha incoraggiato a cambiare il nostro modo di testimoniare il Risorto per essere cristiani veri e coerenti in tutte le dimensioni della nostra vita sociale, familiare, lavorativa e civile.

È indubbio che il tuo ministero pastorale si è svolto in un periodo di profondo cambiamento della nostra società, delle nostre abitudini e dei relativi valori e essere parroco, o meglio prete, non è stato certamente facile. In questo tempo vissuto insieme la nostra Città si è trovata e si trova quasi quotidianamente ad affrontare inedite sfide culturali, sociali ed economiche oltre all’affievolimento preoccupante degli ideali umani e spirituali.


La nostra collaborazione di questi anni nasce proprio dall’assumere la complessità di questo tempo, dalla consapevolezza dei limiti della nostra umanità e dalla conseguente necessità di condividere le responsabilità che ci sono state affidate per facilitare e aiutare la nostra Città a riprendere la sua anima più profonda, le sue radici civili e cristiane e farsi così promotrice di un nuovo umanesimo da consegnare alle generazioni che verranno. Questo incontro fra istituzione pubblica e comunità religiosa si è nel tempo trasformato e consolidato anche in qualche cosa di più profondo: in una amicizia sincera che ha come solida base il reciproco rispetto dei propri ruoli, delle proprie funzioni e delle proprie prerogative, consapevoli che la costruzione del “bene comune” e di una convivenza più umana e solidale passa anche dall’amicizia tra chi ne deve essere promotore.

Più volte ci hai detto che un sacerdote non appartiene a una comunità perché appartiene a Dio, ma è naturale questo nostro disagio di sentirci privati di un prete che ha tenuto sveglie le coscienze e ci ha tenuto per mano per farci uscire dai nostri smarrimenti e scoraggiamenti nell’autenticità del Vangelo.
Ti diciamo grazie don Ambrogio. Grazie per tutto quello che abbiamo vissuto, per il tanto che hai seminato con amore pieno e gratuito, per il cammino, a tratti tortuoso, che abbiamo fatto insieme. Grazie per come ci hai compresi. Grazie per quanto ci hai spronati. Grazie per quello che ci hai donato. Grazie per le parole che ci hai sussurrato.
Grazie, ma grazie di cuore per come ci hai serviti, in fedeltà alla Chiesa di Cristo.

Unito nella fede che ci accomuna, con affetto,


Angelo Stucchi
Sindaco di Gorgonzola

Foto benedizione dell'edicola mariana di via Parini – 8 settembre 2018

Foto saluto a don Ambrogio Villa – 9 settembre 2018