Il giogo degli Asburgo

Fu a partire dal XVIII secolo, dopo le alterne vicende del tardo Medioevo e del Rinascimento, che il popolo di Gorgonzola iniziò a rendere cosciente e consapevole il proprio senso di appartenenza alla comunità: i signori delle loro terre erano infatti da qualche tempo gli Asburgo, e la Lombardia non era che una popolosa e produttiva regione sotto il giogo austriaco.

L´esperienza non troppo remota dei Comuni e dell´autogoverno aveva fatto sentire la propria voce, pur indirettamente, anche a Gorgonzola. Cominciavano così a manifestarsi anche nelle campagne, non solo belle grandi realtà urbane, l´insofferenza per i delegati posticci di un governo lontano e avulso dalla propria realtà, e la mal sopita necessità di stringersi attorno a rappresentanti della comunità per difendersi dalla volontà dei potenti e per amministrarsi liberamente e progredire secondo i propri stimoli. Numerosi potrebbero essere gli aneddoti che riportano il malumore ormai diffuso di molta parte della popolazione verso i simboli e le invadenze del potere austriaco, sempre più estraneo e illegittimo nella percezione del popolo.

È utile ricordare, del resto, le importanti regolamentazioni della vita pubblica che l´Impero asburgico, tramite i suoi emissari, comminò presso Gorgonzola, dotandola dell´Ufficio del Catasto, di un distaccamento giuridico e della presenza di una guarnigione stabile, tutti elementi che non facevano che rafforzare l´immagine del paese come di una municipalità ufficialmente riconosciuta.