Ospedale Serbelloni

ospedale Serbelloni
La storia dell´Ospitale gorgonzolese ha inizio per così dire nel 1802, per volontà testamentaria del Duca Gian Galeazzo Serbelloni (negli intenti del Duca il nosocomio e la chiesa dovevano essere le due opere primarie per Gorgonzola, da realizzarsi prima possibile su ampi terreni messi a disposizione dalla famiglia). I lavori hanno inizio il 29 giugno 1848 sotto l´egida di sua figlia, la marchesa Luigia, e poterono avvalersi oltre che del cospicuo Legato Pio Serbelloni, anche della donazione dell´Opera Pia Gagnola, altra famiglia che aveva lasciato sostanziosi fondi per questa realizzazione. La struttura aprirà i battenti in modo stabile esattamente il 22 maggio 1862.

Come si è già ricordato, il progetto fu affidato all´architetto milanese Giacomo Muraglia. Un ben congegnato insieme di classicheggianti colonne ed archi evidenziano il portale dell´ingresso principale, dandoci l´esempio e l´immagine di una costruzione di quel tempo tra le più valide ed ammirate nella regione. Strutturalmente l´Ospedale ricalca lo schema dei palazzi signorili del tempo, adattandola alle esigenze del ricovero. Anche grazie alla preziosa consulenza dei medici, la profilassi architettonica e urbanistica venne attentamente studiata ed applicata secondo i più avanzati parametri del tempo; ecco dunque l´accortezza a non far sorgere l´edifico in prossimità delle vie più frequentate o del naviglio, così come la disposizione dei vani seguì le tendenze più avveniristiche della metà XIX secolo, arrivando persino a prevedere, accanto alle «Infermerie» una sala operatoria. Lo stesso dimensionamento e la capacità di accoglienza dell´Ospedale vennero pensati in avanti, raddoppiando il coefficiente medio di posti letto per abitanti del bacino d´utenza. La struttura insomma sorgeva grandiosa all´epoca, con le più moderne metodologie strutturali, e si rivolgeva perlopiù come ricovero per anziani bisognosi e in larga parte per accogliere pazienti affetti dalle numerose patologie infettive che flagellavano la popolazione del tempo. Era un indirizzo praticato non soltanto in Lombardia ma ampiamente in uso in tutta Europa.

È del 1916 la prima importante modifica strutturale del nosocomio, allorquando le esigenze belliche impongono di attrezzare la struttura con un appendice destinata alle prestazioni prettamente chirurgiche, e tutta la struttura viene individuata come Ospedale di Riserva per accogliere i feriti dal fronte. Finita la parentesi della guerra, inizia l´epoca della razionalizzazione ospedaliera su scala nazionale. Nei numerosi censimenti, il più importante dei quali nel 1925, viene ridisegnata la rete territoriale dell´assistenza sanitaria e un nuovo concetto comincia a farsi strada, ovvero quello della specializzazione. Attraverso numerose vicende storiche, il progredire della scienza medica ha fatto inesorabilmente il suo corso, introducendo la necessità di suddividere le prestazioni specialistiche da quelle di base, e di riorganizzare di conseguenza la capillarità del servizio a livello locale. Si passa così nei primi decenni del secolo da una riconosciuta centralità dell´ospedale di Gorgonzola (insieme a quello di Melzo) nell´ambito degli ospedali di Circolo, ad un progressivo svuotamento delle prestazione mediche a beneficio di grandi strutture più moderne ed attrezzate, accreditate come Ospedali Provinciali. La lunga rincorsa dell´Ospedale Serbelloni per raggiungere standard sempre più avanzati sembra finire nel 1975, quando il corpo principale e storico dello stabile venne giudicato non idoneo alle funzioni ospedaliere.

Oggi, nei rinnovati locali sorge una struttura sanitaria che offre molte prestazioni al territorio, con una qualificata professionalità nei reparti e un´ampia gamma di servizi ambulatoriali specialistici. Resta indubbia la particolare storia di questo nosocomio, tutto realizzato, migliorato ed ampliato negli anni grazie alle generose donazioni non soltanto dei fondatori Serbelloni, ma di tante altre famiglie e Opere religiose e non che ne hanno fatto una specie di monumento alla beneficenza e alla solidarietà.